Alessandro Baronciani meets Knob

Posted on 21/09/2015

Fumettista, illustratore e musicista; un artista a tutto tondo. Due delle tue creazioni sono state realizzate per “LA CARTELLA” di KNOB musician design, brand nato nella tua città: Pesaro. Raccontaci il tuo pensiero su questo connubio e cosa significa per te a livello emozionale un prodotto come “la cartella”.

RS: Per me Knob è Bajo e Sara. Sara l'ho conosciuta mentre ero alle superiori: io ero in settima e le in seconda. Bajo, invece ai primi concerti degli Altro in giro per la città. Lui suonava con la sua band, i Container 47 e capitava spesso di incontrarci a diversi festival. Qualche anno fa si sono inventati Knob, poi La Cartella, e per La Cartella sono impazzito. E a giudicare dai like che hanno ricevuto le foto della cartella Graphic Limited Editition, anche la rete e facebook sono impazziti. Anche perché non mi è mai capitato di ricevere 500 like in un giorno solo. Forse perché La cartella scombina a livello emotivo qualcosa che la mia generazione e altri abbiamo dentro. È il primo giorno di scuola e in spalla ho la stessa cartella con Viki il Vikingo, compratami da mio zio in Svizzera. Ero l'unico ad avere Viki il Vikingo. Alla Standa non l'avevano! Me la ricordo benissimo. Era celeste ed aveva i pulsanti arancione con il catarinfrangente. Ogni volta che torno in cantina a casa dei miei genitori spero sempre di ritrovarla in qualche scaffale. Con dentro ancora il sussidiario e l'album da disegno. Quando Bajo mi ha chiesto se volevo provare a farne una ho provato subito a fare una animazione. una piccola animazione. Un semplice movimento come quando a scuola disegnavi sull'angolo del quaderno. Mi piaceva l'idea di "nascondere" un disegno all'interno della borsa. Da questa idea ho realizzato la ragazza con i capelli sul volto e la ragazza che gira la testa. Il primo disegno è una creazione recente, il secondo invece è un omaggio alla band dove suono che si chiama Altro. È la copertina di Aspetto. Bajo ci teneva particolarmente a questo disegno della ragazza di spalle, a entrambi ricorda i concerti fatti insieme, e poi mi diverte sempre quando riesco a dare vita un'altra volta ad un mio disegno. Mi piace riuscire a trasformare qualcosa in qualcos'altro. Penso che faccia parte del lavoro creativo. Un po' come quando da piccolo ti portavi a casa uno scatolone di cartone e con le forbici ci facevi il garage per le automobiline. Un po' come quando vado all'Obi, oggi, e comincio a immaginare di poter costruire una casa sull'albero soltanto guardando il corridoio delle tavole di legno.

Ale sappiamo che che oltre ad essere un artista completo selezioni molto le tue collaborazioni... Quale secondo te è stato il progetto collaborativo più stravagante e particolare che hai portato avanti in questi anni?

RS: Mi piace sempre buttarmi in diverse collaborazioni. Non mi piace fare le cose da solo. È noioso stare da soli. Forse per questo ho sempre suonato in una band. Quando crei qualcosa è relativamente facile. Basta prenderci la mano ed essere un po' disciplinati. Quando suoni invece sei insieme ad altre persone e tutti creiamo qualcosa nello stesso momento, alle volte poi andando anche a tempo. Quando disegno ho bisogno di avere confronti con le persone che mi stanno intorno. Non tutte le collaborazioni vengono bene, ma quando riesci a crearne di belle è sempre l'inizio di una ottima amicizia come è con i Tre Allegri Ragazzi Morti, Baustelle, Bugo e recentemente insieme a Colapesce con cui ho realizzato un libro a fumetti che si chiama La Distanza. Un libro uscito questa estate ed è già in ristampa.

Design ed illustrazione... Un binomio a volte indivisibile per la realizzazione di progetti... Cosa ne pensi del panorama Italiano in questo momento...?

RS: Per il fumetto è un bellissimo momento. Per l'autoproduzione è un bellissimo momento. Si riescono a realizzare libri bellissimi con stampa di alta qualità. Al festival Carta Forbice Sasso questa estate a Pesaro, un ragazzo che per me è già una promessa, si chiama Tommy Gun mi ha dato una copia del suo libro a fumetti a colori che si intitola "storie di ordinaria entropia" stampato in casa!! Mentre parlavamo da qualche parte la sua stampante stava realizzando la 60esima copia! Le idee ci sono e anche i festival. E i festival molte volte sono più utili di avere un blog o una pagina facebook sempre aggiornata. Sì, perché ai festival ci si conosce e si fa amicizia e si scoprono le cose importanti della vita tipo: una persona che ti parla di un fumetto che non avevi mai letto, una ragazza molto carina che fa tatuaggi e stampa delle bellissime magliette e un ragazzo che ti spiega come funziona il magico potere "moltiplica" in photoshop.

Alcuni progetti futuri in programma?

RS:Con Colapesce siamo pronti per partire per un tour insieme. Sarà un concerto disegnato, lui in acustico e io senza computer. Poi c'è un libro a fumetti che uscirà il prossimo anno, ma ancora è troppo presto. Intanto siamo pronti per andare a scuola. La Cartella ce l'abbiamo.



Blog: alessandrobaronciani.blogspot.it /

Instagram: alessandrobaronciani /




DIY ATTITUDE • Knob meets Rold Skov

Posted on 17/04/2015

Quando e dove nasce il progetto Rold SKov?

RS: partiamo prima di tutto dal fatto che non amo tanto definire Rold Skov come un “progetto”, bensì una “chiamata”, una sorta di “vocazione” che ha, come dire, animato in maniera sfrenata quella che da sempre, fin da bambino, era stata una delle mie principali passioni, ovvero quella per un certo tipo di abbigliamento, spingendomi a trascorrere un pomeriggio di Novembre (2014, ndr) qualunque, sopra ad un foglio di carta a disegnare centinaia di possibili loghi che rappresentassero appieno quello che era il mio concetto. Sono sempre stato un “fanatico” del look e mi è sempre piaciuto fare ricerca sotto questo aspetto, seguendo dunque poco la massa. Credo che una delle cose principali, anzi, secondo me, quella fondamentale, per potere esprimersi sia la passione, vero motore che mi ha spinto fino alla creazione di un brand. Sicuramente il trampolino di lancio per le mie idee è stata la mia ultima esperienza danese, a Copenaghen, dove mi sono fin da subito “sposato” in toto con un mondo che sentivo assolutamente mio, in tutto e per tutto.

Il nome nasce da un’idea concreta o astratta?

RS: il nome è tratto dalla grande foresta danese appunto Rold Skov, e l’ho scelto perchè era un nome che mi affascinava moltissimo e nonostante sembri difficile da pronunciare in realtà suona abbastanza bene. Mi ha fin da subito convinto. Rold Skov è per molti, forse per tutti, una semplice etichetta di un marchio, ma non per me, Rold Skov è tutto ciò che sono io, le mie più grandi passioni sono racchiuse al suo interno, partendo dalla musica fino ad arrivare al design.

Su cosa si basa il concetto del brand? C’è un riferimento o un’ispirazione a qualche sottocultura?

RS: ecco, infatti non a caso “le linee minimali che disegnano il logo, sono i binari sui quali sono stati prodotti e saranno sviluppati i pezzi successivi. Il concept si ispira al nord europa, climi freddi, baite immerse nella natura.”

Quali sono i lati positivi del DIY (Do It Yourself, ndr) e dell’essere un marchio indipendente al giorno d’oggi?

RS: sicuramente al giorno d’oggi esistono milioni di marchi indipendenti, quindi da questo punto di vista le novità sono molto difficili da trovare, una delle cose più affascinanti dal mio punto di vista, ed è anche uno dei miei obbiettivi principali, è che si ha la possibilità di dare una storia al proprio prodotto, renderlo “vivo”, “partecipe”, avendo anche l’occasione di avvicinare un potenziale pubblico ad un mondo che magari non conosceva prima, o della quale non ne era mai stato più di tanto attratto. Puntare sulla curiosità, spingere le persone a conoscere “il nuovo”, la possibilità di fare uscire anche se solo per un attimo dagli schemi.



Instagram: rold_skov / Facebook: http://goo.gl/5eQwiU




Inside the band · Knob and Soviet Soviet

Posted on 25/03/2015

Quando e come nascono i Soviet Soviet?

SS: i Soviet Soviet nascono per caso dall’incontro mio (Andrea, cantante) e Alessandro (chitarrista). Entrambi venivamo da due precedenti esperienze diverse (Alessandro con i Fanciful ed io con i Barbacans). Ci incontrammo per caso a Riccione mentre facevamo una passeggiata e gli chiesi se stesse suonando. Mi rispose che aveva smesso di suonare e allora gli proposi di provare insieme. Accettò. Parlammo successivamente di un ipotetico batterista (che di solito è il problema principale per le band da queste parti, poichè non c’è ne sono tanti), mi rispose che conosceva un ragazzo di Fano e che lo avrebbe contattato. Da qui si formò il gruppo. Alessandro (batterista) accettò pure lui e pochi giorni dopo ci incontrammo tutti insieme per conoscerci meglio e iniziammo così a suonare.




Come avviene la scrittura dei pezzi? C’è qualcuno che arriva in sala prove con idee già pronte oppure vi ritrovate e date spazio alla fantasia?

SS: La scrittura dei pezzi avviene in entrambi i modi. Di solito porto dei giri che faccio col basso a casa e ci lavoriamo sopra. Altrimenti componiamo tutti e 3 insieme durante le prove.




Che sensazioni si provano ad andare in tour in Italia ma più che altro all’estero come in America? C’è molta differenza di visioni ed attitudine da stato a stato?

SS: le sensazioni in tour sono delle più belle, diverse ovviamente l’una dall’altra, ma sempre speciali. Noi, come diciamo sempre, abbiamo fatto il percorso inverso. Abbiamo iniziato ad avere più concerti all’estero che in Italia. Ed è stato magnifico. Negli ultimi anni anche in Italia le cose sono iniziate ad andare bene. “Purtroppo” la differenza che si riscontra tra l’estero e l’Italia è l’attenzione e la curiosità della gente nel venire, sentire ed ascoltare i live. In Italia secondo me c’è tanta gente che ascolta buona musica e che partecipa ai live, però è come se avessero dei “pregiudizi”.




Quale è il momento che più vi entusiasma durante i vari processi di creazione di un album (a partire dalla composizione dei pezzi fino alla release fisica)?

SS: Un istante, secondo me meraviglioso, avviene nel preciso momento di composizione e arrangiamento di un nuovo pezzo. Nel momento in cui per la prima volta lo si suona per intero, ci si guarda e a tutti compare quel sorriso in viso che è sinonimo di: “si, ok, è proprio quello che volevo”. Un’altra parte che amiamo tremendamente è lo stare in studio durante la registrazione di un nuovo album. Sono i giorni più belli, da godere. Ci passerei una vita.




Quanto è importante per una band la cura dell’immaginario, tra cui il modo di apparire e di vestirsi? C’è un ideale o una corrente a cui vi ispirate ma più che altro che vi sentite dentro e che viene poi trasmessa all’esterno?

SS: Sicuramente ha la sua “importanza”. Credo anche, però, che ultimamente si stia esagerando un pò con il fatto dell’apparire e nell’ostentare, spesso, un qualcosa che non si è e che non ti appartiene. Ognuno è libero di vestirsi e atteggiarsi come meglio crede ma rimango dell’avviso che bisognerebbe sempre essere se stessi e che se piaci agli altri, piaci e devi piacere per come sei realmente.





Facebook: sovietsovietband




Into the nature • Knob presents OMboards

Posted on 06/03/2015

Dove e come nasce Omboards?

OM: OMboards nasce come laboratorio circa due anni fa a Pesaro. Iniziano a prendere forma le prime idee e le prime tavole da skateboard, ispirate ai modelli originari degli anni 60/70. Ufficialmente ad inizio 2015 comincia una produzione legata alla vendita.



I tuoi skateboards sono fatti a mano. Quanto è importante per te questo fattore?

OM: Direi fondamentale! La produzione completamente artigianale mi permette di creare pezzi unici; la scelta di legni di alta qualità unita alla lavorazione accurata dona alle tavole una loro personalità. Questo è quello che cerco di costruire, modelli con caratteristiche non replicabili. La natura del legno è la diversità!



Hanno altrettanto importanza la cura del dettaglio e della forma?

OM: La ricerca della forma di ogni modello ha richiesto parecchio tempo e tante tavole buttate! Parto da un disegno che diventa poi tavola, una volta che ho lo skateboard sotto mano cerco via via di perfezionarlo fino a quando non trovo la giusta armonia tra dimensioni e curve. È una delle fasi che preferisco! Una volta scelta la giusta forma il lavoro si concentra tutto nella cura dei dettagli!



Guardando le foto su Instagram si nota molto la presenza della natura coniugata ad un universo vintage. C’è un mondo particolare o una cultura a cui ti ispiri sia per la creazione di skateboard che nella quotidianeità?

OM: Si certo, la natura che si vede nelle foto rispecchia perfettamente il mondo di OMboards. Credo che si leghi perfettamente a quel periodo storico dove il surf e lo skate erano da una parte sport e dall’altra una filosofia di vita! Io in fondo preferisco la seconda!

Quanto riflette ed influenza la scelta di uno skateboard sulla personalità e lo stile di una persona?

OM: Personalmente non so quanto possa influenzare e riflettere la scelta di uno skateboard sullo stile e sulla personalità di un individuo, quello che spero è che potersi muovere su uno skateboard unico possa rendere lo spostamento più stimolante!



Instagram: OMboards / Facebook: omboards.italy / Email:omboards.italy@gmail.com




La Cartella… Fern and Goma!

Posted on 05/02/2015

Fantastico il tempo passato insieme a Fern e Goma a Londra. Fern è un’adorabile ragazza tailandese, ama il fashion design e sta studiando per diventare pilota d’aerei. Goma è un’artista emergente da Tokio, lui pensa che “una delle regole più importanti per un’artista è quella di registrare gli eventi e le sensazioni giornaliere”. Grazie amici per il vostro tempo insieme a Knob Design e La Cartella!


























Tomo and La Cartella

Posted on 15/01/2015

Questo pomeriggio siamo stati a Hoxton (east london) con Tomo! Tomo è un fashion marketing e viene da Tokio. Ama la musica rock ed i brand di moda alternativi, grazie per il tempo pasato assieme!


































La Cartella in London

Posted on 18/12/2014

LONDON
SHOREDITCH
GLASSWORK
SMILE AND…
LA CARTELLA

La Cartella by Knob Musician Design è arrivata a Shoreditch, Londra. Per tutti è un’esperienza divertente insieme a fantastici amici!
L’avventura continua, ecco le prime foto… enjoy!





















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